Avete inviato lo Spesometro e vi siete accorti di errori fatti? Ecco che fare

Con una piccola sanzione potete ripresentare lo Spesometro correggendo gli errori. Ma chi ha tempo non aspetti tempo: l’importo della sanzione dipende dal periodo trascorso.

È scaduto lunedì 16 ottobre, dopo diverse proroghe, il termine per l’invio dello Spesometro con riferimento al primo semestre 2017. Ma che succede se mi accorgo dopo l’invio dello Spesometro che ci sono errori o omissioni?

È presto detto, ma innanzitutto vediamo cos’è lo Spesometro.

Cos’è lo Spesometro? Che succede se commetto errori?

In verità l’espressione Spesometro non è quella ufficiale. Infatti dal 2013 fino al 2016 il nome attribuito dalla normativa fiscale a questo strumento è stato quello di “Comunicazione polivalente”, mentre a partire dal 2017 si chiama semplicemente “Comunicazione IVA”. Dunque, quando si parla di Spesometro intendiamo la Comunicazione IVA.

Si tratta in sostanza di una comunicazione che i soggetti passivi IVA (lavoratori autonomi, imprese individuali e società) devono presentare ogni anno all’Agenzia delle Entrate.

Rappresenta uno strumento di controllo su questi soggetti al fine di contenere l’evasione fiscale e sembra essere presente solo nell’ordinamento italiano.

La Comunicazione IVA (meglio nota come Spesometro) va fatta per via telematica, attraverso l’invio di un file in formato “xml”, contenente i dati delle fatture IVA e delle vendite al dettaglio verso acquirenti stranieri.

In particolare, per ogni fattura vanno inseriti data e numero della ricevuta, il soggetto destinatario, il soggetto che l’ha emessa, la base imponibile, l’aliquota applicata, il valore dell’imposta ed il tipo di operazione effettuato.

L’invio dello Spesometro può essere fatto direttamente dal contribuente, attraverso il servizio Entratel, oppure tramite un intermediario autorizzato, che può essere un commercialista.

Rettifica Spesometro in seguito a errori

Può accadere che dopo l’invio dello Spesometro vi siate accorti di aver commesso degli errori oppure di aver dimenticato di inserire alcune fatture. Cosa si fa in questi casi? Niente di irreparabile, è possibile infatti inviare una rettifica o, in alternativa, avvalersi del ravvedimento operoso per correggere dati errati contenuti nella comunicazione già inviata o per inserire fatture omesse per dimenticanza.

Con la Risoluzione 104/E del 28 luglio 2017, l’Agenzia ha stabilito con riferimento allo Spesometro 2017, che in caso di errori o missioni è prevista la sanzione di 2 euro per ogni fattura sbagliata o omessa, per un massimo di mille euro a trimestre. La sanzione è ridotta del 50% se la situazione viene sanata entro 15 giorni dal termine di scadenza (cioè dal 16 ottobre).

In sostanza il contribuente o l’intermediario dovrà inviare il nuovo file corretto e completo.

Fuori da questi casi è sempre possibile ricorrere al ravvedimento operoso, previsto per i tributi in generale, che consente di sanare la propria posizione spontaneamente nei casi di errori materiali, ritardi nell’invio della Comunicazione IVA, dimenticanza nell’inserimento di fatture nella Comunicazione IVA, mancato pagamento di tributi.

Si può quindi rimediare ad errori ed omissioni pagando sanzioni in misura ridotta rispetto a quelle che verrebbero applicate in caso di accertamento fiscale.

La misura delle sanzioni varia in base ai giorni trascorsi rispetto al termine di scadenza previsto per l’invio dello Spesometro. Per effettuare il ravvedimento operoso occorre presentare una nuova Comunicazione, completa e priva di errori, e versare l’importo delle sanzioni tramite modello F24, indicando il relativo codice tributo.

In ogni caso, se avete inviato lo Spesometro e vi siete accordi della presenza di errori, conviene provvedere senza indugio a sanare la vostra posizione, in modo da ridurre al minimo le sanzioni applicabili. Se avete dei dubbi non esitate a contattare un commercialista.

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