“CARTA PROF”. Promessa o chimera?

I 500 euro di bonus all’anno destinati ai docenti in ruolo per l’aggiornamento e la formazione dei professori, ci sono e arriveranno quest’anno. Il decreto che prevede i criteri e le modalità necessarie per l’assegnazione e l’utilizzo della “Carta Prof”, dovrebbe essere già predisposto per essere adottato entro domani, mercoledì 16 settembre 2015 (in quanto nel comma citato si parla di “sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge” e la Legge 107 è entrata in vigore il 16 luglio 2015).

Se n’è parlato tanto prima dell’approvazione definitiva della riforma e se ne parla ancora. Vedremo domani e nei prossimi giorni cosa accadrà.

IL COMMA 121 (LEGGE 107)

<Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell’importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale, per l’acquisto di   hardware   e software, per l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonchè per iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria nè reddito imponibile>.

 

 

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