Affitti: annullato il Piano Casa

Tutti gli inquilini che grazie alla norma del 2011 avevano denunciato i locatori al fisco, a causa della stipula di un contratto in nero, a partire dal 17 luglio 2015 possono vedersi non solo sfrattati, ma debitori di somme non indifferenti.

La norma di cui sopra, che era chiaramente a tutela degli inquilini che denunciavano l’illegalità, prevedeva la regolamentazione in automatico del contratto e la conversione dello stesso in contratto di 4+4 anni a canone minimo ( una somma pari al triplo della rendita catastale).

La Corte Costituzionale, nel 2014, ha dichiarato illegittima la norma del 2011, facendo dunque innescare la paura, per gli inquilini tutelati in quegli anni, di tutta una serie di ritorsioni: dallo sfratto, al pagamento della differenza del canone non corrisposto (a causa del canone minimo).

Con l’introduzione del Piano Casa deciso dal governo per evitare tutte le cause legali che si sarebbero improntate di lì a poco, si ritenta nuovamente di salvaguardare chi aveva denunciato i contratti in nero. Peccato che lo scorso mese la Corte Costituzionale è di nuovo intervenuta, dichiarando l’illegittimità del Piano Casa.

In sostanza, tutti i vantaggi di cui avevano goduto gli inquilini, decadono.

Fonte:  C. Cost. sent. n. 169/2015 

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