Imposta sugli affitti, come e perché scegliere la cedolare secca

La cedolare secca è un imposta che va a sostituire ( se la si vuole o la si può scegliere) altre imposte , come ad es. IRPEF o l’imposta di bollo e in generale tutte quelle imposte che riguardano la locazione di un immobile. La scelta della cedolare secca ( regime facoltativo) può essere effettuata solo da locatori, che siano persona fisica, proprietaria o che possano vantare un diritto reale di godimento ( es. usufrutto) di beni immobili.

Sono esclusi da questa scelta:

  • le società di persone e di capitali;
  • gli enti commerciali e non commerciali (particolare eccezione fanno le ONULUS);
  • gli immobili ad uso abitativo di proprietà condominiali;
  • gli immobili di uso abitativo presi in affitto da imprenditori o liberi professionisti per esercitare la propria attività.

Anche nel caso di più proprietari dell’immobile si può optare per il regime della cedolare secca, lasciando libero il proprietario di optare o meno per tale regime. Per quanto riguarda la categoria catastale, rientrano in tale opzione solamente gli immobili accatastati A.

L’esercizio dell’opzione per la tassazione attraverso cedolare secca avviene, in linea generale, in sede di registrazione del contratto di locazione e ha effetto per tutta la durata del contratto stesso.

La legge prevede i termini e i modi in cui è possibile revocare la scelta del regime; in caso di proroga del contratto, il locatore entro 30 giorni ( che ha a disposizione per il pagamento del contratto dell’imposta di registro) può rinnovare la scelta di tale regime.
Se l’opzione non dovesse venire esercitata fin dal momento della registrazione del contratto, si può accedere alla tassazione, anche nelle annualità successive, esercitando l’opzione stessa entro i consueti 30 giorni.

Questo significa che al locatore viene data la libertà di scegliere il regime di tassazione del reddito derivante dalla locazione di un immobile ad uso abitativo. La cedolare secca ammonta, attualmente, al 21% sul canone di locazione annuo, stabilito dalle parti, o al 10% in presenza di canone di locazione concordato (detto anche concertato). Il versamento va eseguito entro le normali scadenze previste per l’Irpef.

Perché scegliere la cedolare secca?
Il vantaggio della cedolare secca ai fini fiscali, riguarda il locatore che così facendo non paga l’imposta di registro (2%) e l’imposta di bollo pari a 16.00 euro, per ogni foglio di contratto depositato in fase di registrazione.

Svantaggi: chi sceglie la cedolare secca non può più operare aumenti del canone, ad alcun titolo, e non potrà sfruttare detrazioni per carichi di famiglia, ove spettanti, né eventuali altre detrazioni o deduzioni.

 

Fonte: Agenzia delle Entrate

Vuoi approfittare delle opportunità contenute nell'articolo?

Compila il form sottostante per contattare l'azienda






[wpgdprc "Accetto esplicitamente che i miei dati vengano trattati secondo le indicazioni espresse dal GDPR ed indicate nell'informativa"]Policy e privacy