Immobili in comodato d’uso: per il 2017 prevista la riduzione dell’imu del 50%

Contratto di comodato registrato e concessione a figlio o a genitori tra le condizioni necessarie per beneficiare dell’agevolazione.

La casa: il bene più prezioso. Tutti, chi più chi meno, aspirano ad averne una prima o poi. C’è chi si indebita una vita intera per comprarla, c’è chi non se la può permettere e resta perennemente in affitto e c’è chi è più fortunato e che la casa la ottiene “in prestito” dai propri genitori o dal proprio figlio.

In quest’ultimo caso si parla di comodato d’uso, che è un contratto attraverso cui il “comodante”, consegna gratuitamente (altrimenti si tratterebbe di affitto) al “comodatario”, un bene mobile o immobile per un tempo o un uso determinato, allo scadere del quale vi è l’obbligo di restituire il bene ricevuto.

Chi ha stipulato un contratto di comodato d’uso, se regolarmente registrato, può usufruire di un’importante agevolazione: lo sconto del 50% della base imponibile IMU e TASI per gli immobili ad uso abitativo concessi in comodato al parente in linea retta entro il primo grado (genitori e figli). È quanto indicato nella legge di Stabilità 2016 e nella circolare n.1/DF del 17 febbraio 2016 che hanno definito i requisiti e i campi di applicazione della riduzione del 50%.

Innanzitutto bisogna dire che sono esclusi dall’applicazione gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

Per poter ottenere la riduzione è necessario che vengano soddisfatti i seguenti requisiti:

  • il comodante possieda un solo immobile in Italia;
  • il comodante risieda anagraficamente e dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.
  • il contratto sia registrato.

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale (sempre che non vengano classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9).

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Se oltre all’immobile vengono date in comodato anche le pertinenze (per esempio garage o soffitta), classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, queste subiranno lo stesso trattamento di favore previsto per l’immobile principale.

Nel caso in cui un soggetto possiede, oltre alla sola unità immobiliare ad uso abitativo che deve essere concessa in comodato, un immobile definito come rurale ad uso strumentale (costruzioni necessarie per lo svolgimento dell’attività agricola accatastati nella categoria D/10) questo non preclude l’accesso all’agevolazione.

Caso particolare è quello in cui due coniugi possiedono in comproprietà al 50% un immobile che viene concesso in comodato d’uso: se ad esempio è la moglie la comodataria e il marito possiede un altro immobile ad uso abitativo in un altro Comune, la riduzione Imu/Tasi si applica solo con riferimento alla quota di possesso della moglie, sempre che questa possieda un unico immobile. Se invece il marito avesse posseduto l’altro immobile nello stesso comune e lo avesse adibito ad abitazione principale entrambi i coniugi avrebbero beneficiato della riduzione della base imponibile.

Nel caso in cui l’immobile in comproprietà fra i coniugi è concesso in comodato ai genitori di uno di essi, allora l’agevolazione spetta solo al figlio che concede l’immobile ai propri genitori.

Un ulteriore caso particolare è quello in cui un soggetto possieda due immobili ad uso abitativo di cui uno in comproprietà in un Comune ed un altro posseduto al 100% e concesso in comodato in un altro Comune. In questo caso la riduzione non può essere applicata, poiché il soggetto non possiede un solo immobile in Italia così come richiesto dalla norma. Quest’ultima, infatti, non prevede l’eventualità che si possieda una quota di un altro immobile ad uso abitativo.

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L’agevolazione in questo caso opera solo se l’immobile, posseduto in percentuale e ubicato nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato, è destinato a propria abitazione principale dal comodante.

Nonostante le limitazioni che abbiamo visto, non si può di certo dire che non sia una valida agevolazione.

Approfondisci la circolare n.1/DF del 17 febbraio 2016 sulla riduzione IMU comodato 2017.

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