Detrazione figli a carico: quando spetta e come calcolarla

La Legge riconosce ai contribuenti con uno o più figli fiscalmente a carico una detrazione sull’imposta IRPEF. Conoscere come e quando ci spetta è fondamentale per non pagare più tasse del dovuto.

Al fine di non pagare più tasse del dovuto, è fondamentale conoscere a quali detrazioni o deduzioni fiscali abbiamo diritto, così da poterle inserire nella nostra dichiarazione dei redditi.

Per chi ha uno o più figli fiscalmente a carico, il Testo unico Imposte sui redditi (TUIR) riconosce, ad esempio, la possibilità di ottenere uno sconto sull’imposta IRPEF. Ed è proprio su questa specifica tipologia di detrazione che concentreremo la nostra attenzione nel presente articolo, dopo aver già diffusamente trattato delle più generiche detrazioni fiscali per familiari a carico (figli, coniuge, nipoti, nonni, etc.).

Figli a carico: definizione

Un figlio si considera fiscalmente a carico quando, con riferimento all’intero periodo d’imposta, non abbia prodotto un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.
Un’ulteriore detrazione è, poi, prevista per figli che abbiano un’età inferiore ai 3 anni.

A chi spetta la detrazione per i figli a carico

La detrazione per figli a carico spetta ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati, che a tal fine dovranno comunicare i dati relativi al proprio nucleo familiare al sostituto d’imposta, nonché le intervenute modifiche (nascita nuovo figlio, figlio che acquisisce capacità reddituale, e così via).

Come calcolare la detrazione figli a carico

L’ammontare della detrazione per i figli a carico varia a seconda del reddito complessivo annuo. Più è alto il reddito, più basso sarà l’ammontare della detrazione fino ad azzerarsi per chi percepisce più di 95 mila euro l’anno.

In ogni caso la massima detrazione riconoscibile non potrà essere superiore a 1.220 euro per figli minori di 3 anni, e a 950 euro per gli altri (c.d. detrazione teorica). Tali importi sono suscettibili di un aumento di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico; o di 400 euro per ciascun figlio disabile, riconosciuto tale ai sensi della legge 104/92. Infine, in presenza di almeno quattro figli a carico, ai genitori è riconosciuta un’ulteriore detrazione pari a 1.200 euro (detrazione per famiglie numerose).

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La detrazione teorica deve essere rapportata al numero di mesi a carico e alla percentuale di spettanza. Ad esempio, la detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati, oppure – qualora vi sia un accordo tra i coniugi – spetta al genitore che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.

In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, in mancanza di accordo la detrazione spetta al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, in mancanza di accordo la detrazione è ripartita nella misura del 50% tra i genitori.

La Formula

Formula detrazione figli a carico (detrazione teorica x [quoziente di calcolo])

Per calcolare l’ammontare esatto della detrazione a noi spettante, esiste una formula:

detrazione teorica x [(95.000 – reddito complessivo) /95.000]

In caso di più figli all’importo di 95.000 vanno aggiunti 15.000 euro per ciascun figlio successivo al primo (110.000 nel caso di due figli a carico, 125.000 nel caso di tre figli, 140.000 nel caso di quattro figli e così via).

Il reddito complessivo va, invece, sempre considerato al netto della rendita catastale dell’abitazione principale e delle relative pertinenze.

Per fare un esempio, se il contribuente ha un reddito complessivo annuo di 65 mila euro ed ha un figlio a carico minore di tre anni ed affetto da disabilità, egli avrà diritto ad una detrazione teorica di 1.620 (1.220 + 400). La detrazione reale – applicando la suddetta formula – ammonterà invece a 512 euro:

  • 620 x [(95.000 – 65.000) /95.000] =
  • 620 x [30.000/95.000] =
  • 620 x 0,3157 = 512 euro (con arrotondamento all’unità di euro).
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Benché la formula di calcolo della detrazione per figli a carico sia piuttosto semplice da applicare, è sempre consigliabile farsi assistere da un Professionista, che possa verificare la correttezza dei nostri calcoli, posto che il reddito complessivo va calcolato al netto della rendita della propria abitazione e che la detrazione teorica spesso può non essere semplice da individuare (si pensi a un figlio minore di anni 3, che nel periodo di imposta compie il proprio quarto anno di età; o al calcolo di una detrazione di spettanza diversa da quella al 100%). Pertanto, è bene comprendere come si calcolino certe somme, specie se intaccano le nostre “tasche”, ma stiamo attenti a non sostituirci mai ai Professionisti del mestiere!

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