Il 730 precompilato si completa: arrivano anche le spese sanitarie

A distanza di settimane dai termini di scadenza e per la serie “Non ne abbiamo mai abbastanza”, parliamo ancora del grande protagonista della campagna fiscale del 2015: il 730 precompilato.

Per i pochissimi che ignorano ancora cosa sia, il 730 precompilato, è un modello di dichiarazione dei redditi parzialmente compilato con dati già noti all’Agenzia delle entrate. Il contribuente che intende servirsene può accettare la dichiarazione così come gli perviene oppure integrarla presentandola tramite CAF o altri intermediari.

Sin dalla sua prima apparizione, il precompilato ha però suscitato non pochi dubbi, molti 730 predisposti dai servizi telematici del Fisco erano in realtà pieni di errori. Moltissimi i casi segnalati di disguidi sui giorni per i quali fruire delle detrazioni soprattutto in compresenza di due o più Certificazioni uniche, ovvero il documento che dal 2015 sostituisce il vecchio Cud, contenente l’indicazione di redditi e detrazioni annesse.

Persino i Caf, i Centri d’assistenza fiscale, in diversi casi hanno rinunciato a usare il precompilato, carente, in termini quantitativi e qualitativi di informazioni e hanno preferito ricorrere al 730 ordinario, soprattutto per gestire il quadro degli oneri deducibili che rappresenta il cuore di qualsiasi dichiarazione dei redditi. Aggiungere, infatti, anche le sole spese sanitarie significava annullare la funzione di semplificazione originaria del 730 precompilato ed è proprio in quest’ambito che arrivano i primi interventi correttivi.

A seguito dell’intesa raggiunta tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), ministero della Salute, associazioni di categoria dei farmacisti e ordine dei medici, dal 2016 con il nuovo sistema della Tessera sanitaria saranno caricati scontrini, fatture e ticket pagati nel corso del 2015, con la possibilità di portarli in detrazione.

In pratica, i soggetti che erogano servizi sanitari, come medici, ospedali, ambulatori e farmacie, invieranno al Sistema Tessera Sanitaria, gestito dal Mef, i dati identificativi dell’utente e della spesa sostenuta. Sarà, successivamente, l’Agenzia delle Entrate a chiedere al Mef i dati relativi alle spese sanitarie delle persone a cui predisporrà la dichiarazione precompilata.

E la privacy?
State tranquilli, il contribuente può sempre decidere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati sulle sue spese sanitarie e quindi di non farle inserire nella precompilata, oppure può chiedere a chi eroga il servizio sanitario, dal farmacista al medico, di non trasmettere i dati della singola spesa al Mef.

Il 730 precompilato, nonostante tutto, si è rivelato essere uno strumento utile e molto potente, l’Agenzia delle Entrate fa sapere infatti che le dichiarazioni predisposte sono state 20,4 milioni, un milione in più rispetto ai 730 inviati l’anno scorso, non sarà mica questo l’antidoto all’evasione fiscale?

Fonte: Agenzia Delle Entrate

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