Pignoramento stipendi e pensioni: le nuove regole aiutano i più deboli

Abbiamo già affrontato il delicato tema, tra l’altro previsto dal nostro Codice Civile, che un tribunale o un giudice delegato, possano decidere di soddisfare uno o più creditori mediante il pignoramento, a determinate condizioni ed entro certi limiti, delle somme percepite a titolo di stipendio, pensione o altra spettanza derivante da un rapporto di lavoro.

Abbiamo anche discusso sul limite massimo oggetto del pignoramento e di come esso non sia ancora determinato in maniera certa ma lasciato a discrezione dei giudici.

Ebbene un recentissimo decreto legge emanato lo scorso 23 giugno ha fornito maggiori certezze in merito al pignoramento di somme sia sotto forma di pensione sia sotto forma di stipendio.

  1. Per quanto riguarda la PENSIONE la nuova regola prevede la non pignorabilità dell’ammontare della stessa corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato del 50%; oltre tale soglia, è possibile soddisfare i creditori nella misura legale di 1/5. In termini numerici la nuova normativa ci dice che, tenendo conto il limite massimo, per l’anno 2015, dell’assegno sociale pari ad euro 448,52, la quota di pensione pignorabile dai terzi sarà quella che eccede la somma di euro 672,78, ma solo per 1/5. Chiariamo il tutto con un esempio reale: se percepisco 1.000,00 euro di pensione e vengo condannato al pagamento del mio creditore mediante pignoramento della pensione, esso sarà soddisfatto mensilmente per 1/5 della differenza tra 1.000,00 euro e il limite di 672,78 euro, ovvero su euro 327,22 e quindi euro 65,44.
  1. Per quanto riguarda, invece, gli STIPENDI e le altre indennità derivanti dal rapporto di lavoro, accreditati sul conto corrente bancario o postale, la regola è che il pignoramento colpisce l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale (cioè euro 1.345,56), se l’accredito avviene prima del pignoramento oppure nel limite di 1/5, se l’accredito avviene in apri data o dopo il pignoramento stesso.

Fonte: Codice Civile – D.L. 23.06.2015

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