Vivere e lavorare in campagna: una scelta che può migliorare la tua vita

Scegliere di vivere e lavorare in campagna può portare notevoli benefici ma richiede anche grandi sforzi; proviamo a vedere insieme quali possono essere le conseguenze di un cambiamento di vita radicale.

Negli anni ’90 Toto Cutugno scrive una canzone che si intitola “Voglio andare a vivere in campagna”: l’autore nel testo elenca i motivi della sua volontà di vivere lontano dalla città, ragioni che sembrano essere non troppo lontani da quelli che oggi spingono molte persone a decidere di cambiare la propria vita: il traffico feroce, la solitudine e la confusione, la difficoltà nel comunicare e la nevrosi generale. La città, viva e sempre in movimento, raramente concede momenti di tregua e così per molti la scelta della campagna diventa la miglior soluzione possibile.

In realtà, ogni cambiamento che si decide di fare, porta con sé note positive e negative.

Vivere in campagna ha molti lati posivi: inanzitutto, i ritmi di vita sono più lenti rispetto alla frenesia della città, dove lo stress comincia già la mattina quando ci si ritrova imbottigliati nel traffico o nel caos alla fermata di un bus, tram o metropolitana.
Il costo o l’affitto di una casa di campagna è decisamente inferiore a quello della città e ciò permette, a parità di prezzi, di optare per spazi più ampi e con maggiori servizi, come i parcheggi: sappiamo più o meno tutti cosa significa cercare parcheggio in città… altro punto a favore: il minor costo della vita; oltretutto se si è in possesso di un terreno c’è la possibilità di creare un piccolo orto che permette non solo di ridurre i costi ma soprattutto di migliorare notevolmente la qualità del cibo che si mangia con grandi benefici alla salute.

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In generale, in campagna la qualità della vita è migliore, l’aria è più salubre, si corre di meno e si comunica di più, soprattutto con i vicini, in quanto si tende ad essere meno diffidenti; inoltre, se si ha una famiglia, i ritmi più blandi consentono di seguire maggiormente i propri figli nella vita quotidiana.

Ma la campagna presenta anche lati negativi: per potersi spostare è necessario avere la macchina, in quanto negozi o altri luoghi da raggiungere sono spesso lontani dai centri abitati; i ritmi lenti, se da un lato portano minor stress, alla lunga potrebbero risultare monotoni per chi è abituato a vivere nella frenesia della città. Infine, e non meno rilevante, la vita di campagna potrebbe risultare faticosa: l’orto, elemento positivo, va seguito e zappato; non avere i negozi sotto casa e doversi spostare in macchina potrebbe risultare stancante, senza considerare che se si dovesse optare per una casa in campagna e un lavoro in città, la vita si complicherebbe notevolmente.

Sì perché, nel momento in cui si decide di cambiare vita, la scelta meno stancante dovrebbe essere quella di cambiare anche il proprio lavoro, spostandolo nella campagna. In questo caso, si potrebbe scegliere una professione autonoma, ad esempio decidendo di aprire una propria azienda agricola, una fattoria didattica o un agriturismo, considerando il trend positivo che sta avendo l’agricoltura e l’alimentazione biologica.

Se si decide invece diversamente, si può pensare di lavorare presso le aziende agricole del posto, magari offrendosi inizialmente di dare una mano gratuitamente per imparare le basi del lavoro.

Spostarsi dalla città alla campagna è una scelta importante che potrebbe cambiare completamente la vostra vita, il consiglio, quindi, è di valutare attentamente pro e contro prima di prendere una decisione definitiva. Se decidete però che è la vostra nuova strada, allora fatelo senza esitazione.

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