Barriere architettoniche: ecco le agevolazioni per eliminarle

Risolvere il problema delle barriere architettoniche non è qualcosa di utopico nel nostro paese, e lo dimostra la Legge Regionale lombarda del 20 febbraio 1989 (poi aggiornata nel 2008), che regolamenta una serie di azioni studiate per favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche nel settore privato e in quello pubblico.

Difatti, i soggetti interessati hanno la possibilità di richiedere finanziamenti, ma solo a condizione che ci sia il provvedimento di agibilità, relativamente alle sole opere di adattabilità.

Beneficiari

Possono beneficiare dei contributi previsti dalla suddetta legge, gli individui diversamente abili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti.

Barriere architettoniche
Sarà possibile richiedere agevolazioni finanziarie per lavori da realizzare presso immobili privati già esistenti, dove la persona diversamente abile ha effettiva, stabile ed abituale residenza. Il contributo può essere concesso per la realizzazione di opere presso:

  • parti comuni di un immobile;
  • edifici o parte degli stessi in esclusiva proprietà o in godimento al disabile.

Entità dei contributi

Il contributo previsto dalla legge sarà erogato:

  • in misura pari alla spesa sostenuta per costi fino a 2.582 euro;
  • aumentato del 25% della spesa sostenuta per costi da 2.582 a 12.911 euro;
  • elevato di un ulteriore 5% per costi compresi tra i 12.911 e i 51.645 euro (finanziamento massimo dicirca 7.000 euro).

Presentazione delle domande

La domanda può essere presentata dal soggetto diversamente abile (o da chi ne esercita la tutela o potestà) in qualsiasi giorno dell’anno presso il Comune in cui si trova l’immobile. Ciò nonostante, la richiesta di finanziamento deve contenere diverse informazione, tra cui:

  • entità degli interventi da effettuare sulla struttura (una domanda per ogni intervento);
  • descrizione delle opere e della spesa prevista (non è necessario un preventivo analitico);
  • certificato medico che attesti l’handicap del richiedente (con precisazione relativa alle patologie);
  • ubicazione dell’edificio dove risiede il richiedente e su cui si vuole intervenire (con descrizione degli ostacoli alla mobilità relazionati all’esistenza di barriere o all’assenza di segnalazioni).

Fonte: www.regione.lombardia.it

Vuoi approfittare delle opportunità contenute nell'articolo?

Compila il form sottostante per contattarci





[wpgdprc "Accetto esplicitamente che i miei dati vengano trattati secondo le indicazioni espresse dal GDPR ed indicate nell'informativa"]Policy e privacy