Allergia al Wi-Fi? Tanti sintomi per una malattia non riconosciuta

Si sente parlare sempre di più persone che manifestano svariati disturbi attribuiti ad inquinamento elettromagnetico prodotto, per dirne una, dai cellulari e dal Wi-Fi. I disturbi sono diversi da soggetto a soggetto, e si possono manifestare con mal di testa, reazioni cutanee, stanchezza, asma, nausea o palpitazioni, e si scatenano in maniera repentina, appunto quando i soggetti si trovano in presenza di Wi-Fi, e non solo. Se ci pensiamo bene, nell’ambiente domestico siamo circondati da apparecchiature che emettono onde elettromagnetiche: dalla TV, al forno elettrico, all’asciugacapelli, finanche ai cavi elettrici che portano energia elettrica alle prese di corrente di casa nostra.

Anche se da tempo si discute degli effetti sulla salute delle onde elettromagnetiche, come ad esempio vari studi che indagano sulla relazione tra esposizione a lungo termine e insorgenza del cancro, le diverse ricerche effettuati fin’ora dimostrano che l’EHS (ipersensibilità elettromagnetica) non esiste, in quanto non è stata riscontrata alcuna prova scientifica di un’effettiva patologia legata all’elettromagnetismo. A tal riguardo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) si è espressa con un breve documento riguardo la propria posizione sul tema, concludendo che non vi sia certezza di un rapporto causa effetto tra onde ad alta frequenza e problemi di salute.

Nonostante ciò, come detto all’inizio, sono sempre più le persone che dichiarano di soffrire di EHS, e per questo motivo vivono segregate in case spesso lontane dai centri abitati, o addirittura isolate e senza energia elettrica. Che si tratti di effetto “nocebo” (basta sapere che c’è un Wi-Fi per sentirsi male) o no, è notizia di questi giorni che una recente sentenza del tribunale di Tolosa ha riconosciuto la pensione d’invalidità ad una donna di 39 anni, che ha sostenuto in una causa di essere “allergica al Wi-Fi”, riconoscendole un deficit funzionale del’85%.

Grazie a questa sentenza Marine Richard, ex drammaturga e documentarista, che oggi vive senza elettricità isolata sulle montagne dei Pirenei, potrà contare su un contributo di 800 euro al mese per 3 anni, eventualmente rinnovabile.

Info : WHO

Vuoi approfittare delle opportunità contenute nell'articolo?

Compila il form sottostante per contattarci





[wpgdprc "Accetto esplicitamente che i miei dati vengano trattati secondo le indicazioni espresse dal GDPR ed indicate nell'informativa"]Policy e privacy