Pensioni: innalzata la soglia dell’esenzione fiscale

Anticipata al 2016 la nuova soglia reddituale per godere dell’agevolazione e pagare meno tasse

La Legge di Stabilità per l’anno 2016 recentemente approvata dal Governo prevede, tra le diverse misure in materia previdenziale, l’innalzamento immediato della no tax area, cioè la soglia pensionistica di reddito al di sotto della quale non bisogna pagare alcuna imposta.
Tale misura per le pensioni, la cui entrata in vigore era prevista per l’anno 2017, è stata invece inserita già quest’anno rendendo felici una buona fetta di pensionati italiani.
Ma vediamo più da vicino in cosa consiste la misura in vigore a partire dal 2016 e che effetto ha sulle pensioni e, più in generale, sul reddito di alcuni contribuenti.

Innanzitutto bisogna precisare che la no tax area per le pensioni interessata dalla riforma riguarda sia i pensionati al di sotto dei 75 anni sia quelli oltre 75 anni di età. Per i primi la soglia passa da euro 7.500 ad euro 8.000, mentre per i secondi passa da euro 7.750 ad euro 8.000.

In parole semplici ciò significa che 8.000 euro, rappresentano, a partire dal primo gennaio 2016, la nuova soglia di esenzione IRPEF per i pensionati che hanno più e meno di settantacinque anni e al di sotto della quale non sono dovute le tasse, l’IRPEF in particolare.
L’innalzamento della soglia di esenzione serve anche a compensare i possibili effetti negativi che le pensioni subiranno per effetto della deflazione, ovvero di un andamento negativo dei prezzi dovuto alla contrazione della spesa da parte di privati ed aziende.

La domanda che molti si pongono però è la seguente: ma per gli altri contribuenti che non rientrano nelle fasce protette cosa succede? In verità gli effetti regressivi sull’imposizione fiscale saranno presenti anche per chi supera le soglie sopra indicate, visto che la legge prevede, di fatto, l’applicazione di detrazioni forfettarie basate proprio sull’influenza dovuta al limite dell’area di esenzione. Ciò è stato espressamente previsto e principalmente dovuto al fatto che i pensionati, essendo esclusi dai benefici fiscali del bonus di 80 euro destinato ai lavoratori dipendenti, venivano ad essere ingiustamente penalizzati.

Bisogna, infine, ricordare che la no tax area non è un meccanismo di nuova introduzione. Essa, infatti, ha una sua storia iniziata alcuni anni fa e modificata nel corso degli anni. Essa è stata introdotta a partire dal 2003 con l’art. 2, della legge 27.12.2002, n. 289 (la legge Finanziaria 2003), ed era volta a tutelare le fasce più deboli della popolazione, cioè quelle con redditi al di sotto della soglia di sussistenza.

Per la determinazione della no tax area occorreva eseguire un calcolo abbastanza complesso che, partendo dal reddito complessivo, tenesse conto sia del credito d’imposta per gli utili distribuiti sia degli oneri deducibili. Successivamente il meccanismo originario dell’individuazione della cosiddetta no tax area è stato modificato fino ad arrivare all’attuale versione oggi in vigore.

L’approvazione di questa misura, insieme alle altre aventi carattere previdenziale, sono una vittoria delle associazioni sindacali che hanno spinto il Governo in questa direzione difendendo le fasce più deboli.

Info: Legge di Stabilità 2016

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