Decreto Mezzogiorno: tutti gli incentivi per le regioni del Sud

Valorizzare il territorio attraverso incentivi a imprese e lavoratori, la semplificazione delle procedure e la riduzione della dispersione scolastica.

Il Decreto Mezzogiorno rappresenta l’insieme delle misure che sono state approvate dal Governo a favore delle regioni del Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’obiettivo quello di sostenerli economicamente e ridurre il divario economico con il Nord del Paese, attraverso agevolazioni indirizzate a specifici soggetti e settori. Il Decreto è stato suddiviso in varie aree e sottomisure: proviamo a vedere insieme quali sono.

Decreto Mezzogiorno: misure di sostegno alla nascita e alla crescita delle imprese nel Mezzogiorno

La prima macroarea include una serie di misure volte a incentivare la crescita del Sud attraverso la creazione di nuove realtà aziendali e la valorizzazione del territorio regionale.

Tra le misure presenti in questa macroarea rientra “Resto al Sud”, a favore dei giovani imprenditori del mezzogiorno di età compresa tra i 18 e 35 anni. Per estendere la misura Resto al Sud anche alle imprese agricole nel Decreto mezzogiorno è previsto, per queste, un finanziamento di 5 milioni per il 2017 e 15 milioni per i successivi tre anni attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione. Oltre ai mutui agevolati, grazie a questo decreto, i giovani hanno la possibilità di usufruite di un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile nonché mutui agevolati, a un tasso pari a zero, di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile.

Nella stessa macroarea, si è provato a incentivare la valorizzazione terre incolte e abbandonate: questa misura verrà realizzata in concreto attraverso i Comuni che assegneranno i terreni a coloro che decideranno di presentare un progetto valido.

Decreto Mezzogiorno: zone economiche speciali – ZES

Tra le novità introdotte con il Decreto Mezzogiorno, vi è l’istituzione delle ZES (zone economiche speciali), ossia aree geograficamente delimitate e identificate che potranno usufruire di una serie di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi; si tratta delle zone portuali e dei territori a questi adiacenti. Obiettivo quello di spingere lo sviluppo di aree territoriali ben definite.

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Le semplificazioni del Decreto Mezzogiorno

Tra le misure, una serie di disposizioni volte a “semplificare” determinate misure già assunte in passato. Nello specifico le semplificazioni arrivano per la valorizzazione dei Patti per lo Sviluppo e dei Contratti Istituzionali di Sviluppo, in materia di amministrazione straordinaria e infine nella classificazione dei rifiuti.

Ulteriori interventi per il Mezzogiorno e per la coesione territoriale

In questa macroarea rientrano gli interventi a favore della ricollocazione dei lavoratori che hanno perso il lavoro a seguito di crisi aziendali o settoriali; per loro sono stati stanziati 15 milioni da utilizzare nel 2017 e 25 milioni nel 2018.

Sono previste, inoltre, due misure in ambito educativo: una per contrastare la dispersione scolastica e l’altra relativa alla definizione di criteri per determinare il costo standard per studente, ossia il costo di riferimento attribuito al singolo studente iscritto entro la durata normale dei corsi di studio.

Infine, tra le misure aggiuntive ci sono: disposizioni per il risanamento ambientale da parte dell’Amministrazione straordinaria dell’Ilva, assistenza tecnico amministrativa per gli enti locali che vogliono migliorare l’efficienza del proprio operato e incentivi di natura straordinaria per affrontare situazioni di marginalità sociale.

Tutte le misure del Decreto Mezzogiorno portano al Sud una serie di agevolazioni e finanziamenti che se debitamente sfruttati possono, se non cambiare radicalmente la situazione, almeno attenuare parte del divario esistente: è senza dubbio un’occasione, vedremo chi la coglierà.

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