Cos’è il progetto Contamination Lab: 5 milioni di euro che avvicinano giovani e aziende

Ingenti finanziamenti per gli atenei di tutta Italia che intendono sviluppare progetti a lungo termine tra studenti e aziende legate al territorio.

In questo preciso momento storico può succedere che i giovani che escono dall’Università con in mano una laurea, se pur conseguita brillantemente, non riescano a trovare una corrispondenza tra ciò che abbiano studiato e le competenze richieste nel mondo del lavoro. Contamination Lab è un progetto che avvicina gli studenti e le aziende, spiegando ai primi come inserirsi all’interno di un’impresa.

A chi si rivolge?

Il finanziamento di 5 milioni previsto per il progetto Contamination Lab prevede delle vere e proprie palestre di interazione e contaminazione tra gli studenti e i dottorandi universitari e il mondo del lavoro. Tramite Contamination Lab si favorisce un approccio interdisciplinare ai problemi che affliggono i giovani studenti e laureati al giorno d’oggi, ovvero la poca o nulla spendibilità nel mondo del lavoro delle competenze acquisite in fase universitaria.
Questi laboratori, inoltre, avvicinano di molto i ragazzi alle realtà imprenditoriali legate al proprio territorio, per la valorizzazione e la promozione di progetti a breve o lunga scadenza che abbiano come scopo quello di portare un aumento di fatturato e un’apertura del respiro delle PMI locali. I ragazzi, grazie a Contamination Lab, vengono messi in condizione di comprendere l’importanza del lavoro di gruppo e della progettazione finanziaria a lunga scadenza per la creazione di nuove realtà di tipo imprenditoriale. I progetti possono essere presentati da tutte le università, statali e non.

Di cosa si tratta?

Ogni università in cui verrà attivato il progetto ha un contratto per 3 anni e non può percepire più di 300 mila euro di fondi.
Cambia il budget in base al luogo in cui sono situati gli atenei: per quelli del centro e del nord vengono previsti poco meno di 2 milioni di euro, mentre per quelle del sud sono stati stanziati quasi 3 milioni di euro: questo permetterà alle università del sud Italia di rilanciare la propria immagine e di avere una vetrina di visibilità e affidabilità che potrà tenere molti giovani, oggi costretti ad emigrare per avere dei corsi di laurea che offrano vere opportunità, più vicini alle proprie città d’origine e alle proprie famiglie.
Gli atenei che prendono parte al progetto CLab, inoltre, creano un network nazionale, permettendo ai propri studenti e dottorandi di ricerca di svolgere soggiorni di studio e periodi limitati in altre università per comparare metodi di studio e progetti. Ogni università potrà ricevere il finanziamento per un solo progetto.

Come fare?

I progetti presentati entro i tempi stabiliti dal bando e con le modalità in esso esplicitate saranno giudicati da una commissione composta da 7 esperti nominati dal Comitato Nazionale dei Garanti per la Ricerca. Questo gruppo si propone di fornire personale altamente qualificato per il monitoraggio e la valutazione dei progetti di sovrapposizione tra università e mondo del lavoro.
I progetti si possono presentare fino al 15 febbraio 2017 alle ore 12.00 tramite lo sportello telematico.
Il minimo punteggio da raggiungere per essere ammessi alla selezione è 70/90. I 90 punti sono suddivisi in questi tre criteri:

  1. a) Caratteristiche e qualità della proposta (massimo 30/30 punti):
  • congruenza del progetto alle Linee Guida Ministeriali;
  • sostenibilità economica del progetto, unita a rispondenza alla quantità dei fondi stanziati dal Ministero per le Università della propria area;
  • differenziazione e avanguardia delle offerte formative del proprio ateneo (fatte non solo di lezioni, ma anche di seminari, workshop e convegni che permettono agli studenti di entrare in contatto con personalità influenti per il rilancio di progetti sostenibili a livello locale e nazionale).
  1. b) Contaminazione (massimo 30/30 punti):
  • presenza, nella propria Università, di corsi e seminari specifici sulla contaminazione, ottenibile anche con l’assegnazione di casi di studio veri o verisimili agli studenti in fase di valutazione intermedia, oppure con visite specifiche a realtà aziendali piccole o medie, in qualche modo legate al territorio;
  • capacità, da parte dell’Università, di stabilire delle accordi duraturi con le imprese dell’immediato circondario, per garantire un flusso continuo di studenti in formazione tra le fila delle aziende più aperte alla valorizzazione di progetti innovativi e sostenibili;
  • contaminazione incrociata, ovvero capacità, da parte dell’ateneo vincitore di un bando di CLab, di creare una rete ad alta reattività con altri atenei facenti parte dello stesso progetto, per garantire mobilità e novità di approccio a tutti gli studenti e ai dottorandi di ricerca.
  1. c) Impatto (massimo 30/30 punti):
  • miglioramento sensibile del percorso formativo di ogni singolo studente partecipante;
  • rispondenza con le linee didattiche e formative dell’Ateneo e con le sue precedenti collaborazioni esterne con il mondo del lavoro;
  • raccolta ed analisi di dati di studenti partecipanti, per scoprire punti di forza e debolezza dell’aderenza o meno a questo progetto.

Chi prende parte a questo progetto ha sicuramente molte chance in più di farsi notare nel mondo del lavoro e di darsi visibilità imparando molte applicazioni pratiche dei propri studi. Agli studenti e ai dottorandi di ricerca allora va detto: buona fortuna ragazzi, arrendersi non è contemplato!

Fonte: Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

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