La tua impresa è in crisi? Niente panico con il nuovo decreto legge

La crisi, di cui tanto si parla, coinvolge tante famiglie e tanti imprenditori. E ciò produce, a ricaduta, ingenti danni e l’intera economia ne risente.

Tuttavia, dopo un prolungato periodo d’inasprimento delle norme vigenti, il decreto legge n. 83, pubblicato sulla G.U. del 27 giugno scorso, potrebbe portare qualche raggio di luce per le imprese in sofferenza.

Il decreto legge

Il Decreto – recante misure urgenti per il settore fallimentare, civile e processuale – introduce ed innova diversi istituti in ambito fallimentare, come ad esempio:

  • contributi alle imprese in crisi (bisogna presentare al tribunale la documentazione attestante la necessità e la destinazione delle erogazioni al fine di proseguire l’attività imprenditoriale);
  • concordato preventivo (viene consentito il pagamento in misura percentuale dei crediti privilegiati. Inoltre, ai creditori è concessa la presentazione di un piano di concordato differente da quello proposto dal debitore, qualora, insieme, arrivino a rappresentare almeno il 10% dei crediti totali);
  • accordi per la ristrutturazione del debito con le banche (tra le diverse condizioni richieste, l’ammontare incluso nell’accordo non potrà essere inferiore alla metà dell’indebitamento complessivo, mentre la percentuale dei creditori finanziari da soddisfare mediante tale accordo non potrà essere inferiore al 75%).

Le altre novità

Tra le altre novità più interessanti per le aziende, si possono annoverare:

  • la possibilità, per il soggetto fallito, d’iscriversi con una nuova attività al registro imprese;
  • la razionalizzazione dei riti fallimentari;
  • l’estensione dell’ esdebitamento (beneficio della liberazione dei debiti non onorati, al termine di una procedura fallimentare, che si concede al fallito, persona fisica, in presenza di particolari requisiti oggettivi e soggettivi) anche ai vecchi fallimenti già chiusi;
  • l’estensione della transazione fiscale anche agli accordi di ristrutturazione dei debiti.

 Fonte: decreto-legge n. 83, pubblicato sulla G.U. del 27 giugno 2015, n. 147

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