Rottamazione cartelle esattoriali e addio Equitalia: il decreto fiscale

Al via la rottamazione delle cartelle esattoriali

Il decreto fiscale (Dl 193/2016) in vigore dallo scorso 24 ottobre ha introdotto la possibilità di “rottamare” le cartelle esattoriali con una serie di facilitazioni. I contribuenti che faranno richiesta avranno la possibilità di estinguere il debito residuo evitando il pagamento di sanzioni, interessi di mora e interessi di dilazione, ad eccezione delle multe stradali.
Il decreto stabilisce che per quanto riguarda le contravvenzioni stradali potranno essere rottamati esclusivamente gli interessi e le somme aggiuntive dovute per i ritardati pagamenti, ma la multa deve essere pagata integralmente.
La ROTTAMAZIONE prevista nell’articolo 6 del decreto legge n. 193/2016, si applica a tutte le cartelle notificate da Equitalia tra il 2000 e il 2015.

Come si presenta la domanda?

La domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali è disponibile sul sito di Equitalia; da lì è possibile scaricare il modulo DA1 e compilarlo con i propri dati personali, le informazioni relative alle proprie cartelle e la scelta sul tipo di procedimento desiderato, e cioè il pagamento in un’unica soluzione o in 4 rate. La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata può essere presentata dal contribuente entro e non oltre il 23 gennaio 2017:

  • presso gli sportelli dell’Agente della riscossione;
  • alla casella e-mail/PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento, inviando il modulo DA1 e la copia del documento di identità.

Entro il 24 aprile 2017 (180 giorni dopo la pubblicazione del DL sulla Gazzetta Ufficiale) Equitalia Servizi di riscossione comunicherà al contribuente l’ammontare complessivo delle somme dovute e gli invierà i bollettini di pagamento.

Se ci sono delle rateizzazioni in corso si può aderire alla rottamazione?

Chi aderisce pagherà l’importo residuo delle somme inizialmente richieste senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora, ma deve pagare integralmente le rate in scadenza fino al 31 dicembre 2016.

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Se ci sono precedenti rateizzazioni scadute si può aderire?

E’ possibile definire anche i debiti derivanti da precedenti rateizzazioni, sia decadute che pendenti.
Secondo quanto precisato nell’articolo 6, comma 8, decreto legge n. 193/2016, possono accedere alla sanatoria “anche” i debitori che hanno pagato parzialmente le somme rivenienti da precedenti piani di rateazione. I benefici di legge si applicano tanto ai soggetti che hanno pagato qualcosa quanto a quelli che non hanno pagato nulla.

La rottamazione si potrà rateizzare?

È possibile dilazionare l’importo fino a un massimo di 4 rate: il decreto prevede che le prime tre rate dovranno essere versate entro il 15 dicembre 2017, la quarta entro il 15 marzo 2018.

Se non rispetto le scadenze di pagamento?

L’art. 6, comma 4, del decreto stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata o di una delle rate in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, determina la decadenza dall’adesione. Gli eventuali versamenti parziali saranno acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto senza possibilità di ottenere nuovi piani di dilazione.

Come si effettuano i pagamenti?

Si può pagare con la domiciliazione bancaria, con i bollettini precompilati o direttamente agli sportelli di Equitalia.

Ma è conveniente aderire alla rottamazione?

La convenienza all’adesione aumenta a seconda dell’“anzianità” dei ruoli, ma dovrà essere valutata in funzione della possibilità di far fronte finanziariamente ai termini di pagamento previsti dal Dl 193/2016, dato che saltando una sola delle 4 rate previste dal piano di rateizzazione si decade automaticamente.

È importante sottolineare che al momento sono ancora in discussione alla Camera alcune modifiche sul decreto fiscale, e in particolare il numero delle rate potrebbe passare da 4 a 5, le prime tre da pagare entro il 2017 e le ultime due entro il 2018, e la data di scadenza della presentazione delle domande potrebbe slittare a fine marzo.

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Info: Faq definizione agevolata DL n. 193/2016

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