Agenzia delle Entrate, le cartelle esattoriali invitate tramite Pec sono nulle senza firma digitale

Formato Pdf? Quando gli avvisi tramite Pec sono inviati così, sono da considerarsi nulli. In questo caso, autenticità e integrità sono messe in discussione e non è possibile controllare la firma digitale

 

L’avviso di ricezione di una cartella esattoriale via PEC, posta elettronica certificata, può diventare nullo quando manca la firma digitale. È questa l’azione seguita da alcune commissioni tributarie che hanno discusso sui criteri da utilizzare affinché una notifica da parte dell’Agenzia delle Entrate sia considerata valida. Ad aprire questo nuovo scenario, è stata la sentenza numero 204, depositata il 31 luglio 2017 ed emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia. Da qui, ci sono stati un susseguirsi di verdetti che hanno sostenuto tale tesi: senza firma digitale, il ricevente può considerare nulla la ricezione della cartella esattoriale.

Ma come fare a capire se l’atto impositivo è da considerarsi legittimo? I giudici hanno analizzato, durante la prima sentenza, una vicenda in cui ad una società erano state inviate una serie di notifiche per il pagamento di alcune cartelle esattoriali. In particolare, l’avviso ricevuto dall’azienda, tramite Pec, conteneva il file in formato “pdf”, che non garantisce l’autenticità del documento.

In sostanza, l’unico formato considerato valido per la trasmissione di notifiche di cartelle esattoriali è il “p7m”. Si tratta di un’estensione che evita non soltanto la modifica o la manomissione del documento, ma permette di verificare la validità della firma digitale e di estrarre l’originale in qualsiasi momento. Chi riceve, dunque, il documento tramite questo formato può identificare il mittente e avere la certezza che il contenuto sia immodificabile. Parliamo, certamente, di vantaggi importanti poiché il tasto “Agenzia delle Entrate” è spesso una nota dolente, in quanto dietro ci sono fiumi e fiumi di soldi che il ricevente deve sborsare. Integrità ed accuratezza sono, quindi, leve fondamentali per garantire la validità della notifica.

Al contrario, invece, un file inviato tramite “pdf” perde ogni valore, poiché non viene trasmesso l’originale della cartella, ma semplicemente una copia. A tal proposito, appunto, le varie sentenze hanno affermato che gli avvisi inviati attraverso la Pec e senza il corretto formato sono da annullare.

Parliamo, quindi, di un formato peculiare e, proprio per questo, riconoscerlo non è difficile perché è necessario un apposito software di firma digitale per aprilo; senza questo programma nel proprio dispositivo telematico, pc o tablet, è impossibile, infatti, scaricare il documento contenuto nella mail. Questo può essere considerato, dunque, uno strumento per capire se gli allegati della Pec sono stati inseriti con l’unico formato consentito.

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