Abolizione Equitalia, cosa cambierà per gli italiani?

Il premier vuole rottamare Equitalia: quali saranno le principali novità per i contribuenti italiani?

“Entro l’anno bye bye Equitalia”: queste le parole con cui il premier Matteo Renzi ha annunciato dai microfoni di Rtl 102.5 di voler abolire la società che si occupa della riscossione dei tributi entro dicembre 2016, anticipando così l’uscita di scena dell’attuale agente della riscossione, precedentemente prevista per il 2018.
Analizziamo qui di seguito cosa cambierà con l’abolizione di Equitalia, quali saranno le principali novità per i contribuenti e quali gli interrogativi sulla sua realizzazione.

Cos’è e come funziona l’abolizione di Equitalia 2016

Dalle parole pronunciate dal premier ai microfoni di Rtl 102.5 si apprende che l’abolizione di Equitalia è ormai certa e imminente. Il cosiddetto Bye Bye Equitalia è previsto entro dicembre, e non più per il 2018, come dichiarato a maggio di quest’anno dallo stesso Renzi.
Equitalia è la società che si occupa dal 2006 della riscossione dei tributi sul territorio italiano, fatta eccezione per la Sicilia, dove opera Riscossione Spa. Si tratta di una società partecipata al 49% dall’Inps e al 51% dall’Agenzia delle Entrate, con sede a Roma e con all’attivo 7.950 dipendenti.
L’obiettivo della riforma è quello di modificare il rapporto tra il Fisco e i contribuenti, rendendolo più trasparente e intituivo, in pratica più “amico”, con modalità ancora non precisate.
Un tentativo già intrapreso da Equitalia stessa attraverso l’invio, dai primi di luglio, delle “cartelle amiche” accompagnate da un modulo per il pagamento rateizzato, per chi desidera scegliere questa opzione.

Quali sono i principali cambiamenti per i cittadini-contribuenti?

Nell’ottica di apportare delle semplificazioni all’attuale sistema di riscossione tributi, l’Esecutivo sta lavorando per rendere effettiva l’abolizione di Equitalia.
Ovviamente ciò non comporterà l’eliminazione delle tasse, ma si tratta di un tentativo di rendere il pagamento dei tributi più facile, comodo e trasparente per i contribuenti.
Occorre precisare che, più che di un’abolizione di Equitalia, la mossa di Renzi è volta a trasferire le competenze di Equitalia all’Agenzia delle Entrate, l’ente pubblico che si occupa del controllo del regolare adempimento degli obblighi fiscali e dei relativi accertamenti.
Unificando tale compito alla riscossione dei tributi, sotto l’egida dell’Agenzia delle Entrate e senza intermediari, l’Erario si adeguerebbe a quanto già avviene nel resto d’Europa.
Dopo l’erogazione dei famosi 80 euro in busta paga, l’eliminazione della TASI e il bonus occupazione, il Governo Renzi è ora al lavoro su altre misure da inserire nella Legge di Stabilità 2017, tra cui appunto vi è l’abolizione di Equitalia.

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Abolizione di Equitalia: da quando entra in vigore

La tanto discussa soppressione dell’attuale società di riscossione tributi, secondo le ultime dichiarazioni del premier, dovrebbe già diventare effettiva entro la fine dell’anno, mediante un decreto che comporterà la verosimile abolizione di Equitalia a partire dal 2017.
In attesa di maggiori chiarimenti riguardo al decreto e alle modalità di accorpamento di Equitalia all’Agenzia delle Entrate, ci si domanda quali saranno le sorti dei quasi 8.000 dipendenti di Equitalia dopo la sua abolizione. Anche se non sussistono rischi di licenziamento, tali lavoratori sono assunti con contratto privato, ed essendo il Fisco un ente pubblico che, in quanto tale, consente l’accesso solo superando un concorso pubblico, verrebbero a mancare in requisiti per un’assunzione automatica.

I dubbi riguardanti l’abolizione di Equitalia

La questione delle sorti dei dipendenti di Equitalia fa parte dei numerosi interrogativi già sollevati dai sindacati in occasione del primo annuncio del Presidente del Consiglio inerente all’abolizione di Equitalia. La proposta di Renzi ha incassato le critiche dei rappresentanti delle associazioni dei lavoratori che, in una lettera aperta al premier, hanno chiesto come l’Esecutivo intendesse recuperare i 9 miliardi di tributi intimati al sistema di riscossione e su cui lo Stato pare faccia al momento molto affidamento per bilanciare i conti pubblici.
I più maliziosi hanno subito pensato alle solite promesse elettorali per trainare gli italiani in vista del referendum costituzionale di novembre. A conferma di ciò vi sarebbe la proposta di legge depositata già in passato dal M5S e bocciata dalla maggioranza. Con il nuovo annuncio anti-Equitalia di Renzi, i 5 stelle hanno colto la palla al balzo, depositando due proposte di legge che aspirano ad eliminare le cartelle esattoriali per le somme esigue e ad imporre una sanzione alla società che invia le cartelle pazze.
In ogni caso, la tanto declamata abolizione di Equitalia consisterà con ogni probabilità nella semplice trasformazione di un ente in un altro, senza intaccare i meccanismi attuali.

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