TASI: nuove esenzioni in vista

Novità per quanto riguarda il pagamento della TASI. Infatti neanche il tempo di aver redatto la prima stesura della Legge di Stabilità per il 2016 che già si propongono correttivi ed aggiustamenti alle varie misure previste. Se poi, gli emendamenti di modifica comportano più vantaggi che fastidi per i contribuenti, allora la notizia fa ancora più scalpore.

Tra i tanti emendamenti formulati dalle forze politiche, quelli che hanno una maggiore probabilità di essere approvati ed inseriti nel testo definitivo della Legge di Stabilità hanno per oggetto la base imponibile della TASI, ovvero la tassa sui servizi indivisibili forniti ai cittadini da ciascun comune in cui si posseggono degli immobili.

Come sappiamo per la TASI, così come per l’IMU, é stata prevista l’eliminazione a partire dal 1° gennaio 2016, su tutte le abitazioni che presentano il requisito della prima casa per ciascun contribuente. Si veda, a tal proposito, l’articolo Legge di Stabilità 2016: via l’IMU e la TASI sulla prima casa.

La novità proposta dalla relatrice al provvedimento, la senatrice del PD Magda Zanoni, é quella di introdurre un’ulteriore esenzione TASI, ma stavolta per le seconde case, limitatamente ad alcune categorie di soggetti. Più precisamente si vuole evitare il calcolo TASI ed il successivo versamento:

  • per i figli che ricevono l’immobile in comodato gratuito dai genitori, o perché vi si trasferiscono per motivi di studio o perché si tratta di giovani coppie appena unitesi in matrimonio;
  • per i genitori che ricevono l’immobile in comodato gratuito dai figli;
  • per il coniuge separato che ha dovuto lasciare la casa all’altro coniuge per ordine dell’autorità giudiziaria.

I casi in questione evidenziano situazioni diverse di difficoltà economica:

  • nel primo caso, i genitori facendosi carico economicamente della fuoriuscita dal nucleo familiare del figlio per motivi che possono essere i più disparati quali quelli di studio o di un imminente matrimonio, vengono esonerati dal versamento della TASI su quella che viene, per loro, considerata una seconda abitazione;
  • nel secondo caso, invece, si vuole evitare di far gravare l’onere della TASI sul coniuge proprietario dell’immobile che, dopo la rottura del matrimonio e l’abbandono della casa a favore dell’altro coniuge, sarà costretto ad andare a vivere in affitto.

Sia chiaro, però, che l’esenzione TASI nei suddetti casi può prevedersi soltanto se viene rispettato un fondamentale requisito oggettivo. In altre parole, affinché i contribuenti siano esentati dal pagamento del tributo, é necessario che coloro che vi dimorino, risultino residenti negli immobili loro concessi. Non é ancora chiaro fino a quale grado di parentela é possibile dare in comodato un immobile ma si pensa che tale ipotesi venga prevista soltanto per i casi più ristretti ovvero per i parenti fino al primo grado, quindi tra genitori e figli con esclusione quindi anche dei rapporti tra sorelle, fratelli e nonni.

Sempre in tema di TASI dovrebbero trovare conferma altre due importanti punti:

  • la cancellazione della tassa dovuta dagli inquilini che vivono in immobili presi in affitto, tuttora prevista per una percentuale che va dal 10% al 30%, con la precisazione che gli stessi non abbiano già una prima casa di proprietà;
  • la riduzione di due terzi della tassa pagata dagli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residente all’Estero), purché le loro abitazioni risultino non locate e non concesse in comodato e, in caso che essi siano già pensionati nei rispettivi Paesi esteri di residenza.

In ogni caso per avere certezza delle norme definitive sulla TASI e sulle modalità di calcolo per i casi particolari, bisognerà attendere il testo approvato della Legge di Stabilità 2016.

 

Info: Legge di Stabilità 2016 

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