Contestazione bolletta di acqua, luce, gas e telefono: come si fa?

La vostra bolletta è troppo salata e ritenete che sia colpa di errori, malfunzionamenti o servizi non richiesti? Potete procedere alla contestazione bolletta. Ecco come fare.

Molti di noi almeno una volta si saranno trovati davanti a una bolletta del telefono, della luce, del gas o dell’acqua senza essere convinti dell’importo oppure avranno avuto qualche perplessità notando degli addebiti per servizi non richiesti.

Se vi doveste trovare davanti ad una situazione simile non abbiate timore, perché la bolletta si può contestare. Vediamo come.

Innanzitutto ricordiamo che con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, a decorrere dal 1° gennaio 2018, anche la prescrizione delle bollette di acqua, luce e gas è stata portata da 5 a 2 anni. Questo significa che le compagnie non potranno addebitarvi in bolletta dei costi relativi ai consumi effettuati oltre 2 anni prima della data di emissione della fattura, a meno che nel frattempo non sia stato interrotto il decorso del termine della prescrizione, perché la compagnia ne ha sollecitato il pagamento.

A seconda del tipo di servizio (acqua, luce, gas, telefono) per contestare le bollette sono previste procedure in parte differenti, ma con dei passaggi comuni.

Come primo passo va presentato un reclamo indirizzato alla compagnia e, in caso di esito infruttuoso, si può tentare la procedura di conciliazione e, solo se anche questo tentativo non va a buon fine, ci si può rivolgere al giudice di pace. Non è possibile saltare i primi due passaggi, altrimenti il giudice di pace dichiarerà il giudizio “improcedibile”. Fa eccezione il settore idrico, nel quale la procedura di conciliazione non è obbligatoria.

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Molte contestazioni si risolvono già con il reclamo. In questa fase la compagnia esamina la pratica e svolge le sue verifiche. Se riconosce l’errore contestato con la lettera di reclamo, allora la compagnia provvederà a correggere quanto dovuto e ad informare il cliente.

La procedura di conciliazione si svolge davanti ad un organismo appositamente costituito o ad un ente di mediazione riconosciuto ed ha la funzione di evitare l’intasamento delle aule giudiziarie e di ridurre i tempi e i costi necessari a giungere ad una soluzione.

Contestazione bolletta del telefono

Per contestare una bolletta telefonica occorre inviare una lettera di reclamo alla propria compagnia telefonica, inserendo i dati anagrafici, gli estremi dell’utenza e della fattura e il codice cliente. Solitamente le compagnie mettono a disposizione delle procedure online o dei moduli precompilati.

Se non è prevista una procedura online, si può procedere inviando il reclamo tramite lettera raccomandata A/R o, per chi ha un indirizzo di posta elettronica certificata, via PEC. Ovviamente la ricevuta di ritorno dovrà essere conservata per poter dimostrare di aver inviato il reclamo.

Insieme alla lettera di reclamo, nella quale vanno esposte le ragioni della contestazione della bolletta, va allegata la copia della fattura.

In caso di mancata risposta oppure di risposta insoddisfacente da parte della compagnia telefonica, si può tentare la procedura di conciliazione, rivolgendosi ad un ente di mediazione, come il Comitato regionale per le comunicazioni (Co.re.com), la Camera di commercio o un ente di mediazione abilitato, come un’associazione per consumatori.

Sarà cura dell’ente convocare uno o più incontri tra il cliente e uno o più rappresentanti della compagnia e guidarli verso un accordo. In caso di mancato accordo entro 30 giorni sarà possibile rivolgersi al giudice di pace.

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Contestazione bolletta di luce e gas

Per quanto riguarda i servizi di luce, gas e acqua si suggerisce di controllare periodicamente il proprio contatore, verificare i consumi ed eventualmente comunicare alla compagnia l’autolettura. Tante volte, infatti, le compagnie fatturano dei consumi presunti, non effettivi, e questo può portare a delle bollette più pesanti rispetto a quanto consumato. Il controllo dei consumi sul contatore permette di rilevare eventuali errori di fatturazione.

Nel caso si renda necessaria la contestazione della fattura, la lettera di reclamo (da inviare tramite raccomanda A/R o PEC, o tramite procedura online messa a disposizione dalla compagnia) dovrà contenere, oltre alle ragioni della contestazione, i dati anagrafici, il codice cliente, il numero di matricola del contatore, il codice Pod (se si tratta di fornitura di elettricità) o Pdr (se si tratta di fornitura di gas), i dati della bolletta contestata, una sua copia, e i dati personali del titolare del contratto.

La compagnia ha 40 giorni per rispondere e – se riconosce l’errore – 90 giorni di tempo per rimediarvi con emissione di nuova fattura ed eventuale rimborso delle somme versate non dovute.

In caso di esito negativo, si può tentare la conciliazione, entro un anno dall’invio del reclamo, davanti all’”Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente” (Arera), alla Camera di commercio o ad altro ente di mediazione abilitato.

Se nemmeno la procedura di conciliazione va a buon fine ci si può al giudice di pace o, in alternativa, all’Arera, che in questa fase assumerebbe la veste di giudice.

Contestazione bolletta dell’acqua

Anche per contestare la bolletta dell’acqua la procedura è simile, ma il tentativo di conciliazione è facoltativo e avviene su base volontaria.

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