APe volontaria: come funziona e come richiederla

Pubblicate le norme attuative da parte del Presidente del Consiglio. Proseguono i ritardi nell’avvio della misura, ma con la nuova Legge di Bilancio arriva la proroga al 31 dicembre 2019.

Molti nostri lettori avranno sicuramente già sentito parlare dell’APe (Anticipo pensionistico): la misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2017 in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018.

Visti i ritardi registrati nell’avvio dell’anticipo pensionistico (che rimarrà presumibilmente bloccato ancora per tutto il 2017), con la nuova Legge di Bilancio 2018 si prevede che l’applicazione della misura continui anche per tutto il 2019.

Ma non solo. Segnaliamo anche la recente pubblicazione delle norme attuative delle disposizioni in materia di APe, adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministro con Decreto del 4 settembre scorso.

APe volontaria: cos’è?

L’APe volontaria altro non è che un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, che consente a tutti i lavoratori con almeno 63 anni, 20 anni di contributi e a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia, di chiedere di lasciare il lavoro in anticipo rispetto all’età pensionabile (66 anni e 7 mesi).

Il prestito viene erogato dalle banche aderenti agli accordi quadro stipulati tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e, rispettivamente, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici e altre imprese assicurative primarie.

La sua restituzione da parte del lavoratore avverrà con rate ventennali (max 260 rate) che verranno trattenute dall’INPS all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima, restando salva la possibilità di estinzione anticipata, totale o parziale.

L’Ape, però, non può essere erogata se l’importo della futura pensione mensile, al netto della rata di rimborso del prestito, sia inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria.

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A garanzia della restituzione del prestito, è obbligatoria una copertura assicurativa contro il rischio di decesso del beneficiario; in quel caso l’assicurazione verserà infatti al soggetto finanziatore il debito residuo e l’eventuale pensione ai superstiti verrà corrisposta senza detrazioni.

La legge di bilancio ha attivato, inoltre, un fondo di garanzia, il quale opera a garanzia del debito (max 80%) in caso di:

  1. revoca della pensione da parte dell’INPS;
  2. ammontare delle rate non corrisposte all’istituto finanziatore superiore a 200 euro dopo 180 giorni dalla data di scadenza dell’ultima rata che ha concorso al superamento di tale limite;
  3. inadempimento dell’impresa assicuratrice in caso di decesso del richiedente dell’APE;
  4. mancato recupero da parte del soggetto finanziatore delle quote corrisposte al beneficiario che sia deceduto, ove di tale notizia non sia stata fornita tempestiva comunicazione.

La concessione della garanzia è tuttavia subordinata al pagamento della commissione di accesso al fondo, che è pari all’1,6% dell’importo del finanziamento.

APe volontaria: chi può richiederla?

L’Ape può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata (esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali) che:

  • non abbiano, nei confronti delle banche o di altri operatori finanziari, esposizioni per debiti scaduti non pagati da oltre 90 giorni;
  • non siano registrati negli archivi della centrale dei rischi gestita dalla Banca d’Italia (CRIF – centrale rischi finanziari), né in altri sistemi di informazioni creditizie gestiti da soggetti privati, per l’inadempimento di uno o più prestiti, quali mutui, finanziamenti o altre forme di indebitamento;
  • non abbiano avviato o siano oggetto di procedure di composizione della crisi da sovra indebitamento;
  • non abbiano pignoramenti in corso o estinti senza integrale soddisfazione dei creditori;
  • non abbiano protesti a proprio carico e non siano registrati nell’archivio della centrale di allarme interbancaria – CAI, istituito presso la Banca d’Italia.
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È importante precisare che per richiedere l’APe non è necessario smettere di lavorare. Non trattandosi di una pensione, ma di un anticipo, è compatibile con forme di lavoro full time, part time o con il lavoro flessibile. Non è però accessibile a chi percepisce già una pensione diretta o un assegno ordinario di invalidità.

APe volontaria: come fare domanda?

La domanda deve essere presentata all’INPS, che entro 60 giorni certifica il diritto alla prestazione comunicando anche durata e ammontare minimo e massimo di APe ottenibile. Contestualmente alla domanda di APe, il soggetto richiedente deve presentare all’INPS anche la domanda di pensione di vecchiaia. Ottenuta la certificazione, il lavoratore deve presentare una seconda domanda, volta all’erogazione dell’anticipo, comunicando all’istituto previdenziale anche la scelta della durata e della percentuale di APe richiesta, la banca finanziatrice e l’assicurazione.

Approfondisci l’Ape volontaria.

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