TFR: cosa occorre sapere

TFR, ecco cosa bisogna sapere sul trattamento di fine rapporto.

Alla fine di un rapporto di lavoro, per dimissioni, licenziamento o pensionamento, il lavoratore dipendente ha diritto a percepire il TFR ma ancor di più a conoscere le sue sempre più numerose implicazioni.

Che cosa è il TFR?

Il trattamento di fine rapporto è la somma che spetta a tutti i lavoratori con la cessazione del rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, per una qualsivoglia causa prevista dalla legge.  Si calcola sommando, per ogni anno, una quota pari alla retribuzione annuale diviso per 13,5 alla quale va aggiunta a montante la rivalutazione  dell’importo accantonato l’anno precedente. Questa parte verrà poi erogata al lavoratore nel momento in cui, lo stesso, termina il rapporto con l’azienda.
La fine del rapporto lavorativo non viene inteso solo col pensionamento, ma anche con le dimissioni o licenziamento del lavoratore.

Non è previsto un trattamento di fine rapporto per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ed in genere per i rapporti di lavoro autonomo.

Come il lavoratore può utilizzare il TFR

Il trattamento di fine rapporto può essere utilizzato in maniera differente. Il lavoratore dipendente, infatti, può optare di:

  •  non esprimere alcuna preferenza: in questo caso se entro sei mesi dalla prima assunzione il lavoratore non ha effettuato alcuna scelta con riguardo al proprio TFR, il datore di lavoro fa confluire il TFR maturando alla forma previdenziale collettiva di riferimento o, in mancanza di questa, a FONDINPS;
  • far confluire il TFR a una forma di previdenza complementare: il lavoratore può decidere di versare il proprio TFR alla forma previdenziale da lui stesso designata investendo, oltre al TFR maturato, anche una quota di contribuzione aggiuntiva (propria e eventualmente del datore di lavoro) che sarà interamente deducibile dal reddito complessivo entro la soglia annua di 5.164,57 euro (ne abbiamo parlato qui );
  • mantenere il regime del TFR accantonandolo presso l’azienda di appartenenza;
  • ricevere il TFR in busta paga mensilmente.
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Dopo almeno 8 anni di servizio, presso lo stesso datore di lavoro, il lavoratore può chiedere al datore di lavoro un’anticipazione fino al 70% del TFR maturato alla data della richiesta. La domanda deve essere giustificata da uno dei seguenti motivi:

  • spese sanitarie di carattere straordinario;
  • acquisto della prima casa di abitazione per il richiedente lavoratore o per i figli;
  • spese da sostenere durante i congedi per maternità o per formazione.

L’anticipazione può essere ottenuta una sola volta nel corso del rapporto di lavoro. Questi sono gli utilizzi che, il lavoratore, potrà effettuare del suo trattamento di fine rapporto sia durante il rapporto di lavoro stesso che al termine della collaborazione.

Come ottenere il TFR in caso d’insolvenza del datore?

In caso di insolvenza del datore di lavoro e in seguito all’apertura di una procedura concorsuale o esecuzione individuale, il trattamento di fine rapporto, debitamente accertato e determinato a seconda delle suddette procedure, viene erogato ai lavoratori  dal FONDO DI GARANZIA. Istituito presso l’ Inps il “Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto”  ha lo scopo di sostituirsi al datore di lavoro, in caso di insolvenza di quest’ ultimo, nel pagamento del T.F.R. e/o delle ultime tre mensilità  ai lavoratori subordinati, cessati dal lavoro, o loro aventi diritto.  Occorre sapere che il  diritto al TFR si estingue in cinque anni a partire dalla data di cessazione del rapporto di lavoro o in dieci anni se è stato riconosciuto da una sentenza di condanna passata in giudicato.

Come viene tassato il TFR?

L’erogazione del TFR è assoggettata a tassazione separata, ovvero imposta sostitutiva, e il carico tributario varia in base al numero degli anni e frazioni di anni di anzianità di servizio (articolo 19 del Tuir). Il principio generale prevede che, nel rispetto del principio di equità dell’imposizione fiscale, il reddito prodotto su più anni non venga tassato con le aliquote di riferimento dell’anno di incasso ma con un’aliquota media. In pratica, la tassazione separata sul TFR viene effettuata a titolo di acconto, solo successivamente, a distanza di alcuni mesi l’Agenzia delle Entrate ricalcolerà l’imposta sostitutiva dovuta, effettuando la media dei redditi percepiti negli ultimi cinque anni, e provvederà ad emettere una comunicazione per ottenere, eventualmente, l’importo dovuto a titolo definitivo.

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Sapere cosa sia il TFR, come può essere impiegato o come viene tassato è molto importante, leggere, documentarsi diviene, dunque, fondamentale per prepararsi a difendere tutto ciò a cui si ha diritto.

 

 

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