Bando del Miur: incentivare la collaborazione tra pubblico e privato

Dal Made in Italy alla fabbrica intelligente, passando per l’energia e l’aerospaziale, il MIUR investe in ricerca, sviluppo, partenariato ed eccellenza.

Il MIUR è l’acronimo del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, che ha la funzione di regolare, supportare e valorizzare questi tre principali aspetti dell’economia italiana, attraverso l’emanazione di nuovi bandi, concorsi, indicazioni di linee guida.

In particolare, nel nostro paese il settore tecnologico è affidato a tre grandi protagonisti: l’università, gli enti pubblici di ricerca e le imprese. Attorno ruotano anche altri soggetti di tipo pubblico e privato.
Il Miur ha sempre puntato sulla valorizzazione della ricerca cercando di promuoverla non solo a livello nazionale, ma anche europeo ed internazionale, attraverso programmi come il Piano Nazionale dedicato proprio allo sviluppo di nuove innovazioni e tecnologie.

Proprio all’interno di questo programma è stato indetto un nuovo bando per la presentazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle 12 aree di specializzazione.

Chi può partecipare al bando del Miur?

Possono presentare la domanda di partecipazione al bando i seguenti soggetti:

  • le impresi di medie e grandi dimensioni costituite in forma singola o in associata;
  • le università;
  • gli enti pubblici di ricerca;
  • la pubblica amministrazione;
  • gli organi di ricerca pubblici e privati.

Questi soggetti devono avere l’obiettivo comune di realizzare un progetto per la ricerca industriale. Altre caratteristiche da rispettare sono:

  • la domanda deve essere presentata in forma di partenariato tra almeno un soggetto pubblico ed almeno un soggetto privato;
  • le imprese devono essere regolarmente iscritte al registro delle Camera di Commercio prima dell’1 luglio 2016 e dotate di personalità giuridica;
  • gli organi di ricerca devono essersi costituiti prima dell’1 luglio 2016;
  • ciascun soggetto può partecipare fino ad un massimo di due partenariati;
  • il partenariato deve essere fornito di un soggetto capofila che si occuperà di gestire i rapporti con il Miur e le eventuali comunicazioni.
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Quali sono le spese finanziate dal bando del Miur?

La disponibilità finanziaria è di circa 470 milioni di euro da dividere per le varie categorie. Il contributo alla spesa sarà pari al 50% per la ricerca industriale e del 25% per lo sviluppo sperimentale delle PMI, del 40% per le grandi imprese e del 50% per tutti gli altri soggetti beneficiari (enti pubblici di ricerca, pubblica amministrazione, organi di ricerca pubblici e privati). Sono considerate ammissibili al finanziamento le spese riguardanti:

  • spese personali di professori, tecnici, ricercatori, o personale legati da rapporti di dipendenza con il progetto;
  • costi di terreni e fabbricati per il periodo di utilizzo;
  • spese riferite di acquisto di rifornimenti per un massimo del 20% del totale;
  • spese legali;

Elemento fondamentale del presente bando è che i progetti devono essere realizzati in una delle 12 aree di specializzazione individuate dal piano nazionale di ricerca 2015-2020:

  • aeronautica e spazio: uso di tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale, l’avionica avanzata, i sistemi di gestione del traffico aereo, la robotica spaziale, i sistemi per l’osservazione della terra, i lanciatori, i sistemi a propulsione elettrica e i veicoli di rientro;
  • agrifood: soluzioni tecnologiche per l’efficienza della produzione, conservazione, sicurezza e trasporto dei cibi;
  • blue growth: materiali innovativi per la cantieristica, l’estrazione mineraria, l’acquacoltura e la sicurezza nella navigazione;
  • chimica verde: energia ottenuta dalla combustione di biomasse forestali o agricole e scarti di produzione;
  • cultural heritage: integrazione tra gli enti locali per lo sviluppo di tecnologie in grado di specializzare l’offerta turistica;
  • design, made in Italy: specializzazione nel prodotto italiano in comparti riconducibili alla moda, arredo, settore orafo e dell’artigianato;
  • energia: adozione di nuove tecnologie per la produzione, stoccaggio e la distribuzione efficiente di energie sostenibili.
  • fabbrica intelligente: miglioramento attraverso l’automazione industriale, la collaborazione a rete tra imprese, robotica, meccanica e sistemi elettronici con sensori intelligenti;
  • mobilità sostenibile: trasporti, tram, ferrovia e via mare per accrescere la competitività imprenditoriale nel rispetto dell’ambiente e dello sfruttamento delle risorse naturali;
  • salute: cura della salute attraverso nuovi sistemi che permettano la creazione di nuovi farmaci, terapie a costi contenuti;
  • Smart, Secure and Inclusive Communities: soluzioni tecnologiche da utilizzare nella gestione di aree urbane e metropolitane, nel rapporto tra pubbliche amministrazioni e cittadini e di partecipazione sociale, della sicurezza e monitoraggio del territorio e delle infrastrutture critiche, della prevenzione di eventi critici o di rischio, della sicurezza informatica dei dati e del loro utilizzo, della mobilità intelligente di merci e persone.
  • tecnologie per ambienti di vita: ridisegnare gli ambienti in modo che favoriscano la sicurezza, la salute, l’efficienza e la sostenibilità ambientale.
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Ogni progetto deve prevedere una spesa minima di 3 milioni di euro e massima di 10 milioni di euro.

Come presentare la domanda al MIUR?

Le domande di partecipazione possono essere presentate fino al 9 novembre 2017 in via telematica tramite il servizio SIRIO. In fase di presentazione il capofila dovrà dichiarare di essere in possesso di tutti i requisiti richiesti, allegando inoltre:

  • l’iscrizione presso la Camere di Commercio;
  • il certificato del casellario giudiziario e carichi pendenti;
  • il progetto dettagliatamente spiegato.

È una buona opportunità per tutto il sistema della ricerca che permette di realizzare accordi favorevoli sia per il pubblico che per il privato, investimenti, occupazione e crescita, elementi fondamentali per migliorare l’intera Nazione.

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