PSR Lazio sottomisura 4.2.1 aiuti economici alle imprese agricole

Oltre 30 milioni di contributi dalla Regione nell’ambito del PSR LAZIO per modificare e migliorare prodotti e vendita

Uno degli obiettivi del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Lazio è quello di ripristinare, preservare e valorizzare gli ecosistemi che dipendono dall’agricoltura e dalla silvicoltura, e lo fa mettendo in atto diverse operazioni che investono nelle produzioni a sostegno di politiche ecologiche; ad esempio attraverso l’operazione 4.2.1 si cerca di migliorare la produzione dei prodotti grazie a tecniche innovative e meno inquinanti, con la sottomisura 4.2.2 si punta all’efficientamento energetico per evitare sprechi e con la sottomisura 4.2.3 si cercano nuove fonti di energia che risultino meno dannose per l’ambiente. In questo articolo ci occuperemo dettagliatamente dell’operazione 4.2.1

Negli ultimi anni la consapevolezza che rispettare l’ambiente porti anche ad ottenere prodotti migliori si è diffusa almeno quanto la fame di novità e una maggiore attenzione verso la più ampia sostenibilità anche economica. La scommessa è tentare di coinvolgere realmente gli agenti interessati anche ai livelli più bassi, puntando allo stesso tempo a miglioramenti produttivi; naturalmente tutto ciò deve avvenire anche nel rispetto delle condizioni lavorative del personale e del benessere degli animali. Ecco allora che il Lazio mette a disposizione 32,5 milioni di euro di incentivi attraverso l’operazione 4.2.1 nell’ambito del PSR Lazio a favore di investimenti che hanno lo scopo di promuovere l’organizzazione della filiera agroalimentare, compresa la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei rischi nel settore agricolo, favorire i regimi di qualità, i prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni e organizzazioni di produttori e nello stesso tempo siano un incentivo alla competitività e innovazione.

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A chi si rivolge?

Potenziali beneficiari del sostegno sono le imprese dell’agroalimentare, le cooperative e le industrie del settore che trasformano, creano e commercializzano prodotti agricoli. Le micro, piccole, medie e grandi imprese possono agire singolarmente o associarsi, i settori interessati sono: ortofrutticolo, vitivinicolo, lattiero/caseario, carne, olivicolo, ovicaprino, cerealicolo, florovivaistico (è escluso il settore della pesca).
Le aziende interessate devono dimostrare:

  • il possesso di un fascicolo unico aziendale;
  • la fattibilità tecnica e finanziaria del progetto, il miglioramento delle prestazioni generali e la sostenibilità dell’impresa;
  • l’immediata disponibilità alla realizzazione dell’intervento proposto;
  • il reale beneficio economico al settore di base che il progetto apporterebbe;
  • la provenienza, nei due anni successivi l’investimento, da altre aziende di almeno il 60% della materia prima trattata.

Di cosa si tratta?

Gli interventi devono riguardare: creazione o rinnovamento delle reti locali di immagazzinamento e condizionamento dei prodotti, miglioramento della sicurezza e delle condizioni di lavoro del personale, creazione e promozione di filiere corte e di collaborazioni al loro interno, miglioramento di impianti di lavorazione e commercializzazione o lo sviluppo dei prodotti, impiego di innovazioni tecnologiche per i prodotti. Per promuovere tali azioni, i contributi coprirebbero le spese di:

  • costruzione o ristrutturazione di immobili;
  • acquisto o leasing di nuove apparecchiature;
  • spese per investimenti a supporto delle voci precedenti (brevetti, software, licenze e realizzazione di sistemi di gestione della qualità);

L’ammontare complessivo delle spese relative agli immobili e alle apparecchiature deve essere almeno uguale all’80% del totale ammissibile, mentre non sono accettate quelle sostenute per acquisti, contributi e imposte a carico dell’azienda e altre uscite che non hanno una stretta attinenza con gli obiettivi degli incentivi. Il complesso dell’aiuto erogabile parte da un minimo di 50 mila euro e arriva al massimo al 30 o 40% – secondo i casi – della spesa ammessa, aumentabile al 60% per i progetti di fusione tra associazioni diverse.

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Come fare?

Le domande devono essere presentate entro il 20 febbraio 2017, anche tramite i Centri di Assistenza Agricola o altri enti abilitati, ma tassativamente online attraverso il portale SIAN. Oltre la domanda devono essere allegati:

  1. Business Plan;
  2. relazione tecnica dettagliata degli interventi previsti con i documenti utili all’attribuzione del punteggio per la graduatoria finale
  3. atti del progetto e stima metrica analitica dei lavori proposti;
  4. concessioni, autorizzazioni e simili;
  5. contratti di acquisto o fornitura delle materie prime;
  6. dichiarazioni di informazioni circa la qualifica di PMI;

Per le cooperative e le forme giuridiche diverse dalle società di persone è anche necessaria la deliberazione in cui si cita lo statuto e i dati di iscrizione alla competente C.C.I.A.A.

In un periodo di crisi economica ma anche di cambiamenti tecnologici che possono incidere positivamente sull’andamento dei processi agricoli, i fondi del PSR Lazio sono un’occasione molto ghiotta, che può dare alle aziende in fase di rinnovamento proprio la spinta che mancava per una svolta decisiva.

Fonte: Bando operazione 4.2.1

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