Invalidità al 75 per cento e handicap non grave: quali benefici ed agevolazioni mi spettano per il 2017?

Benefici fiscali, previdenziali, assistenziali e lavorativi. E da maggio 2017 via alle domande per l’Ape sociale

Il nostro ordinamento garantisce alcune particolari tutele nei confronti degli invalidi, cioè di coloro che hanno una ridotta capacità lavorativa, riconoscendogli il diritto all’ottenimento di determinati benefici ed agevolazioni (lavorative, assistenziali, fiscali e previdenziali), in misura differente, a seconda della percentuale d’invalidità di cui si è affetti (che deve comunque essere superiore al 33,3%). È tuttavia fondamentale, a tal fine, che l’invalidità sia riconosciuta da un’apposita commissione medica che rilascia la relativa certificazione: in caso contrario, per godere dei benefici sarà prima necessario fare domanda di riconoscimento dell’invalidità all’Inps (la domanda può essere inviata tramite patronato, sito web dell’Inps o contact center Inps Inail).

In questa breve descrizione, saranno in particolare esaminati i benefici cui ha diritto l’individuo affetto da una invalidità al 75 per cento con un handicap non grave. Lo stato di invalidità, infatti, non coincide con l’handicap: il riconoscimento dell’handicap è una condizione giuridica differente ed aggiuntiva rispetto allo stato d’invalido civile, e dà diritto a benefici fiscali e agevolazioni lavorative diverse; così come, il riconoscimento dello stato di handicap non in situazione di gravità non dà, purtroppo, accesso agli stessi benefici ai quali si ha diritto con la connotazione di gravità dell’handicap.

Con una invalidità riconosciuta al 75 per cento, accompagnata dal riconoscimento di un handicap non grave, l’individuo ha diritto:

  • all’abbattimento di barriere architettoniche (legge numero 10/1989). Per i lavori effettuati all’interno dell’abitazione, l’interessato gode della detrazione del 36% dei costi, salvo non rientrino già nel bonus ristrutturazione e siano detraibili al 50% (o per gli importi eccedenti il tetto massimo di spesa, pari a 96 mila euro);
  • ad eventuali ausili per favorire l’integrazione, dietro apposita prescrizione medica: gli ausili godono dell’applicazione dell’Iva agevolata al 4% momento dell’acquisto e, in taluni casi, la spesa sostenuta può essere detratta, nella misura del 19%, in sede annuale di dichiarazione dei redditi;
  • ad alcuni benefici derivanti dalla Legge 104, quali: a) la precedenza nei trasferimenti; b) la precedenza nelle assegnazioni e utilizzazioni; c) l’esclusione dalle graduatorie di istituto per i perdenti posto (c.d. sovrannumerari).
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È, invece, escluso il diritto ai 3 giorni di permesso mensile retribuito Legge 104, perché questi sono riconosciuti solo ai portatori di handicap grave.

A prescindere dalla gravità dell’handicap, lo status di invalidità al 75 per cento dà inoltre diritto:

  • al bonus contributivo pensionistico utile ad anticipare la pensione sino a un massimo di 5 anni: in particolare, sono riconosciuti 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno lavorativo, a partire dalla data in cui è stata riconosciuta l’invalidità in misura superiore al 74 per cento, che non può comunque essere anteriore al 2002;
  • ad anticipare l’uscita dal lavoro a 63 anni a carico dello Stato, se si posseggono almeno 30 anni di contributi, con l’Ape sociale. La domanda di Ape sociale potrà essere inviata all’Inps solo a partire da maggio 2017, sebbene attualmente ancora non sia stata resa nota la procedura operativa per inviare domanda (mancano i famosi Decreti Attuativi);
  • all’esenzione parziale o totale dal ticket sanitario. La normativa sul punto varia a seconda della Regione di residenza, così come sono differenti le procedure necessarie per beneficiare dell’esenzione;
  • all’eventuale congedo retribuito per cure di 30 giorni per ogni anno lavorativo, in quanto in possesso d’invalidità superiore al 51% (art. 10 Decreto Legislativo n. 509/1988). I costi sono, però, a carico dell’azienda, diversamente da quanto accade per i permessi Legge 104 per i portatori di handicap e per il congedo straordinario, quindi sarà bene verificare la possibilità di ottenere il congedo all’interno del contratto collettivo applicato;
  • al collocamento mirato, in quanto in possesso d’invalidità superiore al 45 per cento. Si tratta dell’accesso ai servizi di sostegno dedicati alle categorie protette, erogati dai centri per l’impiego. Gli individui affetti da un’invalidità al 75% sono, inoltre, inclusi nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che un’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette. Questo beneficio non è però riconosciuto quando l’inabilità è stata causata da un inadempimento del datore di lavoro.
  • protesi ed ausili eventualmente necessari, in quanto in possesso d’invalidità superiore al 33 per cento;
  • indipendentemente dalla percentuale d’invalidità, al contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili (se indicato, però, nel verbale dalla Commissione medica);
  • nel caso in cui non si lavorasse ed il proprio reddito fosse inferiore a 4.800,38 euro annui, l’individuo avrebbe altresì diritto a un assegno di assistenza erogato dall’Inps, meglio noto come assegno d’invalidità civile, concesso agli invalidi civili sopra il 74% che abbiano un’età compresa dai 18 ai 65 anni, e il cui importo è di 279,47 euro per 13 mensilità per il 2017. L’assegno d’invalidità civile non richiede, come l’assegno d’invalidità ordinaria (categoria IO) il pagamento di un minimo di contributi all’Inps (che per gli invalidi al 75% consistono in 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio). La prestazione è, tuttavia, incompatibile con qualsiasi pensione diretta d’invalidità a carico dell’Ago (assicurazione generale obbligatoria), e con tutte le prestazioni pensionistiche d’invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio, comprese le rendite Inail. L’interessato può comunque optare per il trattamento più favorevole tra tutti quelli cui avrebbe, in astratto, diritto.
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A differenza del settore privato, i dipendenti pubblici non possono chiedere l’assegno ordinario di invalidità, nonostante si possieda un’invalidità superiore ai 2/3 e si possiedano almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati negli ultimi 5 anni. È tuttavia riconosciuto a tali dipendenti il diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili.

In uno Stato sociale (altrimenti detto assistenziale) qual è il nostro Paese, in cui si garantisce parità ed eguaglianza di trattamento senza discriminazione alcuna, è compito dello Stato adottare tutte le misure necessarie affinché le situazioni di disuguaglianza vengano rimosse, garantendo a determinate categorie di soggetti, per così dire “svantaggiate”, determinati diritti e benefici.

Pertanto, se rientri nelle categorie soggettive qui delineate, ma non sei ancora in possesso delle certificazioni della commissione medica Inps, vai a richiederla per ottenere tutte i benefici sopra elencati. E soprattutto tieniti pronto a fare domanda per l’erogazione dell’Ape Sociale.

Sebbene le modalità operative e procedurali non siano ancora state rese note, il prossimo maggio 2017, partirà il Via alle domande e si teme un esaurimento in tempi brevi delle risorse a tal fine stanziate dal Governo. Pertanto, non farti cogliere impreparato e richiedi la consulenza di un professionista del settore.

Fonte: Legge 104/1992

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