In pensione? Vado a vivere alle Canarie

Ecco quali sono i vantaggi e gli svantaggi per chi decide di trasferirsi nell’arcipelago spagnolo per godersi la pensione.

Un numero sempre maggiore di pensionati lascia l’Italia in favore dell’arcipelago spagnolo delle Canarie. Una scelta spesso dettata dai costi eccessivi della vita nel nostro paese, in termini di tasse, assistenza e servizi, ritenuti troppo elevati da affrontare con la sola pensione. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i pro e i contro da considerare per coloro che decidono di trasferirsi alle Canarie in cerca di una migliore qualità della vita.

Secondo le fonti AIRE (anagrafe italiani residenti all’estero), sono più di 411.000 i nostri connazionali che hanno lasciato l’Italia per garantirsi un futuro maggiormente soddisfacente vivendo con la propria pensione.

Il primo passo necessario da compiere per coloro che hanno scelto di trasferirsi alle Canarie, trasportando, di conseguenza, la pensione, è trasferire ufficialmente la residenza tramite l’AIRE per via consolare, quindi registrare il proprio domicilio in comune (ajuntamiento) e disporre di un contratto d’affitto o di una casa di proprietà.

Cosa si intende per trasferimento?

Per ottenere la defiscalizzazione della pensione non è sufficiente chiederne la domiciliazione bancaria in uno Stato estero, ma è necessario trasferire la propria residenza fiscale in detto Stato. Per essere considerato fiscalmente residente all’estero, un cittadino italiano deve risultare per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni annui) non iscritto nell’anagrafe della popolazione residente e, allo stesso tempo, non domiciliato né residente in territorio italiano ai sensi del Codice Civile. Per conseguire questo risultato deve per prima cosa iscriversi nell’anagrafe del Comune straniero in cui intende risiedere (il procedimento qui denominato empadronamiento) ed entro i successivi 90 giorni iscriversi all’AIRE (L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – Legge n. 470/88) per ottenere la cancellazione dalle liste anagrafiche del Comune italiano di provenienza. L’iscrizione all’AIRE è un requisito formale imprescindibile, ma va anche integrato con un requisito sostanziale rappresentato dall’effettivo trasferimento nello Stato estero della sede principale dei propri affari ed interessi affettivi, nonché della propria dimora abituale (elementi probanti in tal senso possono essere l’intestazione di un contratto di affitto o di utenze domestiche). Il trasferimento, insieme alla possibilità di defiscalizzare la pensione, comporta ulteriori conseguenze a livello FISCALE (ad esempio, un contribuente non residente, proprietario di un immobile ad uso abitativo in Italia, non può usufruire della deduzione Irpef prevista per l’abitazione principale), a livello SANITARIO (i soggetti non residenti perdono la copertura della sanità pubblica italiana), a livello EREDITARIO (gli eredi dei soggetti non residenti potrebbero incorrere in una doppia imposizione fiscale).

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Occorre, poi, fare una distinzione tra pensioni pubbliche (ossia quelle pagate dallo Stato, da una suddivisione politica, amministrativa o da un ente locale, per intenderci le pensioni ex INPDAP) e pensioni private (quelle erogate da enti, istituti od organismi previdenziali preposti all’erogazione del trattamento pensionistico, ad esempio l’INPS). I primi continueranno a pagare le tasse in Italia anche con il cambio di residenza, poiché per il momento tali pensioni sono imponibili solo nello Stato da cui provengono. Per quanto riguarda i secondi, la normativa comunitaria non consente il trasferimento all’estero delle prestazioni speciali a carattere non contributivo (assegni sociali, pensioni, assegni e indennità per gli invalidi civili) che restano ad esclusivo carico del Paese di residenza: questo significa che perdendo la residenza italiana si perderà il diritto a questo tipo di prestazioni. I regolamenti comunitari in materia di sicurezza sociale e libera circolazione dei lavoratori garantiscono, invece, in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea, le pensioni per attività lavorativa, l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro, la disoccupazione, l’assistenza per malattia e maternità e le prestazioni familiari. La legge finanziaria del 2007 ha inoltre esteso ai pensionati residenti all’estero il diritto a usufruire delle detrazioni per carichi di famiglia.

Trasferimento della pensione

Il pensionato dovrà regolarizzare la sua posizione presso le autorità locali. Ottenuto dal Comune prescelto il succitato empadronamiento ed effettuata l’iscrizione all’AIRE, dovrà attendere un periodo di sei mesi (i 183 giorni previsti dalla legge). Potrà quindi presentare, anche telematicamente, la domanda di esenzione dall’Imposizione Italiana sulle pensioni presso l’ INPS.

Quanto tempo passa per la defiscalizzazione?

Il procedimento per completare formalmente il proprio trasferimento ed entrare nel circuito fiscale spagnolo come contribuente richiede un’attesa media di 24 mesi, nel frattempo la pensione subirà una doppia tassazione, in Italia ed in Spagna. Esibendo all’INPS italiano le apposite attestazioni circa l’avvenuto pagamento delle tasse in Spagna, il contribuente ha ovviamente la possibilità di recuperare dallo Stato italiano le trattenute effettuate in questo lasso di tempo. Inutile dire che l’incognita rimane la tempistica con cui il lento Stato italiano decida di provvedere a detta restituzione.

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Una volta adempiuto alle formalità burocratiche, il neo residente potrà beneficiare dei seguenti vantaggi:

  • può richiedere tutte le agevolazioni (sconti sui collegamenti e mezzi di trasporto ad esempio) e l’erogazione dei servizi di assistenza e sicurezza sociale.
  • i pensionati possono richiedere all’ INPS, mediante specifica procedura, che la propria pensione (detassata) venga accreditata presso il proprio Conto Corrente Spagnolo. Ciò determina l’effetto di poter percepire la propria pensione “al lordo” e quindi non più decurtata delle imposte Regionali, Comunali (con esclusione di eventuale IMU) e IRPEF.

Tale trattamento è riservato solo per le pensioni contributive, non complementari o integrative come nel caso di:

  • Integrazioni alla pensione minima, all’assegno di invalidità;
  • Pensioni ed indennità per diversamente abili;
  • Pensioni, assegni e indennità per Invalidi Civili;
  • Assegno Sociale;
  • Maggiorazione Sociale.

Il neo residente alle Canarie sarà tenuto ad effettuare la presentazione annuale dei redditi all’ Agenzia Tributaria Locale ed è dispensato, nel caso i redditi prodotti siano solo quelli generati sul territorio delle Canarie, dal presentarli in Italia.

Dal punto di vista della qualità della vita, i benefici che l’arcipelago spagnolo elargisce ai propri residenti riguardano:

  • Condizioni climatiche straordinariamente favorevoli;
  • Costo della vita inferiore;
  • Buon livello della qualità della vita;
  • Certezza del diritto in quanto territorio dell’Unione Europea;
  • Servizi alla persona erogati con standard europeo;
  • Servizi sanitari di buon livello; il territorio e’ adeguatamente presidiato e con infrastrutture adeguate;
  • Presupposti ottimali per procedere ad un’acquisizione immobiliare.

Informazioni utili sull’AIRE

L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.) è stata istituita con legge 27 ottobre 1988, n. 470 e contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. Essa è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero.
L’iscrizione all’A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 legge 470/1988) e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio:

  • La possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.;
  • La possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • La possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E.; per i dettagli consultate la sezione Autoveicoli – Patente di guida).
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L’iscrizione all’A.I.R.E. è effettuata a seguito di dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per territorio entro 90 giorni dal trasferimento della residenza e comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza.

All’apposito modulo di richiesta (reperibile nei siti web degli Uffici consolari) va allegata documentazione che provi l’effettiva residenza nella circoscrizione consolare (es. certificato di residenza rilasciato dall’autorità estera, permesso di soggiorno, carta di identità straniera, bollette di utenze residenziali, copia del contratto di lavoro, ecc.). Qualora la richiesta non sia presentata personalmente va altresì allegata una copia del documento d’identità del richiedente.

L’iscrizione può anche avvenire d’ufficio, sulla base di informazioni di cui l’Ufficio consolare sia venuto a conoscenza ed è gratuita.

Per le modalità di invio dei moduli via mail, fax, ecc. si suggerisce di visitare il sito web dell’Ufficio consolare competente per territorio.

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